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Lebkuchenhaus

La globalizzazione del panpepato

Quando Gretel incominciò a rosicchiare lo zucchero, una voce sottile gridò dall'interno: “Chi mi mangia la casina zuccherosa e sopraffina?

  Nina Iacovozzi | 06.11.2018

"I bambini risposero: "E' il vento che piega ogni stelo, il bel bambino venuto dal cielo."

Il panpepato e il pan di zenzero della mia infanzia vengono dalla foresta delle fiabe, ne sono sempre stato e ne sarò sempre convinto. Quando ho sentito che in realtà si tratta di una specialità culinaria del mondo reale (di Norimberga in Baviera), mi sono messa a urlare come una disperata.

È vero che la città di Norimberga è famosa per il panpepato coperto al cioccolato, ma la sorpresa invece non finisce qui: già ai tempi dell’antichità la leccorneria di Norimberga si rivela come uno dei dolci più diffusi al mondo. I romani lo chiamavano “panis mellitus” (=“pane al miele”). Anche in Egitto il panpepato se la cavava benissimo senza il periodo natalizio: era considerato un cibo divino che proteggeva i defunti tumulati dai demoni in arrivo. Numerosi popoli antichi, infatti, usavano il miele per combattere vari tipi di energie negative, dal raffreddore alla depressione.

Come mai il pan pepato è diventato una delizia internazionale?

I Romani amavano le prelibattezze fatte di sapori esotici, ma con la caduta dell’impero scomparse anche la cucina tipica dell’epoca. Il Medioevo, invece, vide rinascere il traffico di spezie con l’Oriente, il profumo di cannella, coriandolo, garofani, noce di moscato, anice e cardamomo cominciò a viaggiare per tutta l’Europa, perciò la produzione e la diffusione del panpepato ebbero nuovo impulso.

Ma, qual è la cosa più interessante dell' argomento?

Alcune delle città che sviluppano nel corso dei secoli una “cultura del pan di zenzero” si trovano a brevissima distanza delle vie commerciali medioevali: Siena e Norimberga ad esempio sono situate in vicinanza dell'antica “Via degli Imperi” (nord-sud), mentre Aquisgrana e Tula (città al Sud di Mosca) sono collocate a breve distanza della “Via Regia” (est-ovest). I “Prajniki” di Tula, ad esempio, sono diventate delle vere eccellenze artigianali. Senza dimenticare ovviamente l'inconfondibile sapore del panforte senese. Anche le città di Dinant (in Belgio) e Torùn (in Polonia) entrano nell’elenco culinario.
Oltre che per deliziare il palato il panpepato era noto per avere un effetto medicinale: prima che fare il panpepato diventasse una particolare professione (“Lebzelter” in tedesco), furono i farmacisti a preparare i “tortelli” per guarire il mal di stomaco e alleviare disturbi digestivi. Le farmacie controllavano la qualità e fornivano i tortelli alle corti principesche e ai buongustai benestanti.
Nel Medioevo le spezie e le erbe aromatiche non solo arricchivano il sapore del mangiare ma avevano pure il compito di prevenire le malattie, così il cibo assumeva anche una funzione curativa. Dunque, forse fu anche questo effetto a diffondere il panpepato per l’Europa.

Il panpepato e la religione...

Fino alla fine del Duecento il panpepato veniva prodotto in convento (L'unica traccia rimasta è la cialda di sotto, ma bisogna dire che il panpepato non faceva parte dell’ostia, ma serviva semplicemente come carta da forno).
Tra l’altro, quando i conventi facevano la carità, distribuivano anche la leccorneria, anche perché il panpepato era un cibo facile da conservare e, quindi, poteva essere mangiato anche durante la brutta stagione e i periodi di magra. In particolare, lo si consumava per “purificarsi” durante il periodo dell’Avvento. In effetti, senza glassa la nostra delizia passava per un prodotto tipico del periodo quaresimale.
E la casa zuccherata? Cosa le sarà successo?
Si è trasformata nell’uomo biscotto e non si fa prendere. Il panpepato fa il giramondo fra l’Oriente e l’Occidente sia come prelibatezza, sia come cibo salutare, così la bellezza del viaggiare si trasforma in una esperienza dolce come lo zucchero.

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